Luigi Bonanate
IL TERRORISMO COME PROSPETTIVA SIMBOLICA

La chiave interpretativa della prospettiva simbolica, illuminante nel guidare alla comprensione della creazione artistica, come Erving Panofsky mostrò nel suo famoso saggio del 1927, è qui utilizzata per individuare la natura oggettiva del fenomeno terroristico, superando le incrostazioni tanto delle condanne e delle recriminazioni quanto delle narrazioni retoriche e scandalizzate. Il terrorismo è una pratica inerente la vita politica, interna e internazionale e va analizzato nella sua dimensione esistenziale, senza velare la realtà con schermi, barriere o paure. Nello stesso tempo tuttavia è necessario chiarire che terrorismo, guerra e guerriglia non sono la stessa cosa e che invece, mescolando queste diverse pratiche, si ferisce la verità diffondendo notizie e valutazioni che impediscono la formazione di una corretta opinione pubblica internazionale. E poiché l'informazione è essenziale al dibattito democratico, la capacità di guardare approfonditamente nel fenomeno terroristico, e quindi con quella prospettiva simbolica che smaschera le trappole ideologiche che altrimenti scattano, diventa una naturale e necessaria pre-condizione per ogni forma di rifiuto della violenza e di opposizione alla scorciatoia del terrorismo.
- 978-88-8419-109-2
- 2006
- €10.00
Luigi Bonanate è professore emerito nell’Università di Torino, socio dell’Accademia delle Scienze di Torino e Medaglia d’oro dei benemeriti della cultura e dell’arte. Ha insegnato Relazioni internazionali per più di 40 anni, e tiene corsi alla Scuola di studi superiori Ferdinando Rossi dell’Università di Torino, alla Facoltà di Scienze strategiche e a quella teologica dell’Italia settentrionale. Il suo primo libro era stato La politica della dissuasione (1972); i più recenti Anarchia o democrazia (2015) e Dipinger guerre (2016). Per i tipi di Aragno ha curato l’edizione di scritti di H. de Balzac, R. Rolland, R. Serra, D. Galimberti e L. Rèpaci, N. Revelli.